giovedì 6 ottobre 2016

V Puntata: la Carne, il Pesce e la spesa utopica

I secondi piatti abbondano per varietà e composizione.
La più nota delle suddivisioni separa i secondi di carne da quelli di pesce, e lo sappiamo tutti, ma non dimentichiamoci che esistono molte soluzioni sfiziose che fanno magicamente diventare anche le verdure una seconda portata di livello, così come anche le uova e i formaggi.
La mia indagine nell'ambito delle seconde portate è stata un po' più lunga, anche perchè in questo caso non basta sapere da dove arrivino gli animali che mangiamo, o i loro prodotti.
Nella mia spesa quotidiana, io mi sono sempre soffermata, l'ho già detto, a leggere le etichette. Questo per due motivi: il primo, è che sono una lettrice compulsiva, il secondo perchè voglio capire dove gli animali vengano allevati e poi macellati.

Sarà certamente balzato agli occhi di tutti il fatto che molto, direi troppo, spesso le carni reperibili nella grande distribuzione provengano da stati esteri, mentre la macellazione poi avviene in Italia.
Io sono un po' fissata e credo che sia meglio acquistare prodotti italiani, in tutti gli ambiti.
Con la pasta e le farine, abbiamo visto che non è sempre possibile avere prodotti finiti derivanti da grano interamente italiano.
Per quanto riguarda tutto il resto, invece, mi ostino a cercare prodotti italiani.

Credo che sia un fatto legato ad una maggiore sicurezza che questa conoscenza mi infonde: non potendo vedere e scegliere direttamente, che almeno si seguano le regole del Paese in cui vivo.
E poi, non dimentichiamo il discorso della sostenibilità ambientale, non meno importante del precedente.
Nell'ambito delle verdure e della frutta, questa linea di principio ha il pregio di portarmi sempre, per forza di cose, ad acquistare prodotti di stagione.
Tornando al discorso carni, non è che il solo fatto di essere nate e cresciute in Italia possa essere certezza di salubrità delle loro carni: penso ai polli cresciuti ad antibiotico, oppure ancora agli altri animali allevati in allevamenti intensivi, che certo non prediligono la salute degli stessi ma solo la quantità.
Una volta, parlando con un macellaio che stava dietro il bancone di una delle grandi catene di distribuzione italiane, egli mi disse che mangiava soltanto le ali di pollo, perchè erano la parte che non assorbiva gli antibiotici. Forse per consolarmi, poi mi ha precisato che questi antibiotici di cui parlava lui erano comunque importantissimi, poichè altrimenti le carni non potrebbero essere messe in vendita in quanto gli animali potrebbero essere infetti: in quella maniera, si azzerano i rischi.

La grande distribuzione, in linea di massima, tende ad assicurare tutta una serie di controlli pre-vendita, cosa che in passato mi ha spinto ad acquistare con l'animo leggero.
Più recentemente, però, ho sentito l'esigenza di nutrire un sincero rapporto di fiducia nei confronti di chi mi vende, che non fosse basato solo su controlli effettuati da terzi.
Ora, io compro dal macellaio che è letteralmente sotto casa mia (è il mio vicino!). Lo faccio, perchè sento di potermi fidare: lui stesso mangia la medesima carne che vende a me. E' lui che la seleziona di persona, la prepara e la confeziona.
Lo stesso vale per il pesce fresco: ormai, ho il mio pescivendolo di fiducia, che conosco di persona, e compro solo da lui.
Posso dire, quindi, di aver ritrovato un rapporto che in passato era scontato.

A seguito di queste mie riflessioni, mi sento di dire che il momento della spesa non si debba ridurre al solo mettere nel carrello quanto più possiamo e nel più breve tempo possibile o, almeno, che questo non possa valere per tutte le tipologie di alimenti. 
La spesa andrebbe fatta con la testa concentrata e il cuore proiettato al momento successivo, ossia al momento in cui tutto viene tramutato e sublimato in ciò che prepareremo per il nostri cari.
Vivere meglio il momento della spesa significherebbe accumulare meno stress, e caricarne meno sul resto delle giornata e delle sue attività. 
Utopico, certo, soprattutto per le donne e gli uomini multitasking di oggi (per non dire stressati), ma anche questo si traduce in una ricerca di tempo per vivere meglio e una ridefinizione delle priorità.
Senza contare che cucinare pietanze con materie prime scelte consapevolmente, conferisce un sapore ai piatti che preparo che è particolare, poichè sono "conditi" dalla certezza di mangiare cibo di qualità.




martedì 14 giugno 2016

IV PUNTATA: LA PASTA

Un buon sugo di pomodoro non può star da solo, pena cadere in un'acida e inutile depressione.
La sua compagnia ideale per trascorrere pranzi e cene è lei, la Pasta.
Lunga, corta, cortissima, chiara, scura, liscia, rigata...il sugo le ama tutte, e anche noi! 
La pasta non passa mai inosservata e soprattutto ti salva da ogni empasse: lo sappiamo bene noi mamme sempre di corsa che magari ci troviamo a dover comporre il menù della cena...a cena!! 
Sappiamo anche bene, però, che non basta dire "pasta" per avere la soluzione. C'è pasta e pasta, così come per ogni cosa, e questo dipende dalle materie prime di cui essa è composta.

Queste mie "indagini" sono partite per gioco, non lo nego, ma mi hanno preso pian piano la mano e grazie ad esse sto imparando tanto del mondo alimentare e non.

Nella stragrande maggioranza dei casi, i marchi produttori hanno ormai tutti un sito internet tramite il quale è facilmente reperibile l’origine delle materie prime: questo vale infatti, sia per Barilla che per Coop che per De Cecco, che sono i tre marchi che ho preso in considerazione.

Nello specifico, per i primi due si trova esplicito riferimento al fatto che per la produzione dei farine di grano tenero, e dunque di pasta di grano tenero, ci si debba rivolgere non soltanto al mercato italiano.

Di seguito, riporto, ad integrazione, la gentile risposta fornitami dalla De Cecco, che ringrazio, proprio in merito alle loro produzioni.

DE CECCO - PASTA DE CECCO

“I nostri fornitori di materie prime e commercializzati vengono accuratamente selezionati in base alle prestazioni fornite ed alle garanzie rilasciate sulla base dei numerosi controlli effettuati.
(…)
Desideriamo inoltre informarLa che non esistendo in natura un grano ideale, la nostra Azienda, in virtù, della sua esperienza storica, seleziona un mix di grani duri italiani (Puglia, Abruzzo, Molise e Basilicata) ed esteri (Australiani, Francesi e principalmente Americani) scelti non in base alla varietà, ma in base ai migliori parametri pastificatori, tra cui il contenuto proteico e la qualità del glutine, in quanto solo utilizzando grani di altissima qualità e con le caratteristiche suddette si riesce ad ottenere e garantire alla pasta la tenacità e la tenuta in cottura che contraddistinguono da sempre il nostro prodotto.
La rassicuriamo sul fatto che tutte le materie prime da noi acquistate subiscono controlli scrupolosi e tutte le partite acquistate (100%) vengono sottoposte ad analisi nel nostro laboratorio Controllo Qualità. 
Per ulteriori informazioni La invitiamo a contattarci al Servizio Clienti numero verde 800 861106, attivo dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 14.00.


A conclusione, e riprendendo quanto già affermato nel mio “Inciso sul Grano”, facciamo attenzione a quello che è importante per il nostro corpo dal punto di vista degli apporti nutrizionali: quindi non limitiamoci ai prodotti e alle materie raffinate, anche quelle prime (la farina di grano tenero, per esempio), e facciamo in modo di alternarli agli elementi più carichi dal punto di vista nutrizionale, quali sono le farine integrali.


lunedì 23 maggio 2016

III puntata: UN PICCOLO INCISO SUL GRANO

Sono sempre stata convinta che un prodotto fosse buono ed affidabile solo se di provenienza italiana, ma la provenienza è un fattore che non può essere analizzato in senso assoluto, soprattutto in agricoltura.
Parlando con i riferimenti aziendali che ho contattato, e che sono stati così gentile da starmi ad ascoltare, mi sono tornate alla mente le ricerche delle scuole medie, quando per Geografia ci facevano studiare le peculiarità dei territori. Conclusione: non tutte le colture possono avvenire, in larga scala, ovunque. Sai che scoperta! In effetti, a volte me ne sono dimenticata...
Nella mia fantasia, l'Italia era il paese del pomodoro e del grano di ogni tipo, ma non è così, poiché le caratteristiche territoriali non ci permettono di poter provvedere da soli al fabbisogno di grano tenero, necessario per la produzione in larga scala della conseguente farina di tipo "00". 
Questo comporta la necessità di rivolgersi all'estero, soprattutto Est Europa, per l'approvvigionamento della tipologia e della quantità di grano mancante. Ovviamente ciò avviene nel rispetto dei canoni previsti per legge: significa che queste tipologie di grano acquisite devono rispettare i parametri validi per i prodotti del nostro territorio.
Non dobbiamo, infatti, mai dimenticare che sul nostro territorio i controlli sul cibo, a tutti i livelli, dunque dalla produzione sino alla grande e piccola distribuzione, sono molto attenti.

Diversa è, invece, la situazione per il grano duro, il quale cresce proprio nelle regioni mediterranee: da solo, quello italiano riesce a soddisfare il necessario apporto di materia prima per la produzione della conseguente farina.

Quindi, le farine di grano duro che troviamo in commercio saranno quasi certamente si derivazione completamente italiana, mentre quelle di grano tenero avranno una importante percentuale di materia prima derivante dall'estero.

Dal punto vista nutrizionale, tutto quanto detto fin'ora, però, non può essere da solo sufficiente per poter operare delle scelte oculate dal punto di vista alimentare, poichè gli studi ci dicono che il nostro organismo ha bisogno di fibre e apporti proteici che non troviamo nei prodotti raffinati, come ad esempio le farine di grano tenero e, ovviamente, la pasta di grano tenero che è largamente distribuita nei supermercati.
Stesso discorso, tra l'altro, vale anche per i cereali, come ad esempio il riso: avete mai provato il riso integrale? Decisamente un'altra cosa!
Quindi, importante è soprattutto documentarsi sotto il punto di vista degli apporti nutrizionali, per capire bene se ciò che stiamo mangiando sia buono per il nostro corpo o meno, senza fermarci a discriminare i prodotti in base alla sola derivazione.





lunedì 2 maggio 2016

II Puntata: Le PASSATE di POMODORO - II parte

Non c'è niente da fare, in certi casi la classe non  è acqua.
Io ho avuto modo di notarlo nel corso delle mie ricerche a proposito di cosa mangiamo.
Vi dirò, sono rimasta piuttosto colpita sia in senso negativo che in senso positivo. Ma c'è da considerare anche una cosa molto rilevante: io sono un tipo romantico!

Scherzi a parte, mi ha colpito molto l'interesse dimostrato sin da subito da due grandi aziende del settore: tutto avrei pensato, tranne che dedicassero tempo a me, semplice consumatrice, una goccia nel mare dei rompiballe che intasano le mail dei servizi di assistenza. Eppure, le mie domande forse troppo semplici, se vogliamo da casalinga anni Cinquanta, si vede che hanno colpito nel segno!
In questa "seconda puntata" alla scoperta delle passate di pomodoro che si trovano in vendita, vi riporto la risposta da parte di un'altra grande marca del settore, che tutti conosciamo:

DE CECCO - PASSATA DE CECCO

"La ringraziamo per la Sua e-mail e per l’interesse accordato ai nostri prodotti.
In merito alla Sua gentile richiesta, desideriamo rassicurarLa circa il pieno rispetto da parte dell’ Azienda De Cecco di tutte quelle misure precauzionali che contraddistinguono ogni fase del processo di lavorazione industriale e che comprendono anche tutte le garanzie legate alla rispondenza delle materie prime acquisite a criteri certi di sicurezza ed igiene alimentare.
Il nostro Sistema di gestione per la qualità ed il nostro Sistema di Autocontrollo igienico sanitario ( H.A.C.C.P.) stabiliscono tutta una serie di misure precauzionali e di controlli volti a garantire i Clienti ed i Consumatori che il prodotto acquistato sia pienamente rispondente ai canoni della sicurezza alimentare.
I nostri fornitori di materie prime e commercializzati vengono accuratamente selezionati in base alle prestazioni fornite ed alle garanzie rilasciate sulla base dei numerosi controlli effettuati.
Nel caso specifico dei derivati del pomodoro, la maggior parte dei nostri produttori si approvvigiona di materie prime coltivate in Puglia ed in Nord Italia.
Tutti i fornitori, inoltre, sono continuamente monitorati dal nostro sistema qualità.
Le nostre analisi comprendono tanto la verifica circa la conformità ai parametri di legge da rispettare quanto l’aderenza a parametri interni ancor più restrittivi, previsti dal nostro Sistema di Autocontrollo igienico sanitario, certificato dalla DNV Italia.
(...)
La rassicuriamo sul fatto che tutte le materie prime da noi acquistate subiscono controlli scrupolosi e tutte le partite acquistate (100%) vengono sottoposte ad analisi nel nostro laboratorio Controllo Qualità. 
Per ulteriori informazioni La invitiamo a contattarci al Servizio Clienti numero verde 800 861106, attivo dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 14.00.
Cogliamo l'occasione per comunicarLe che sul nostro sito internet www.dececco.it potrà trovare tantissime informazioni e ricette sui nostri prodotti.
Desideriamo ringraziarLa nuovamente per la preferenza accordata al marchio DE CECCO e con l'occasione porgiamo i nostri cordiali saluti."

Se avete letto anche la I Puntata, avrete visto che anche Mutti ha dato una risposta molto puntuale e attenta.
Dopo un trattamento con i guanti, davvero non mi aspettavo la superficialità manifestata da COOP, che mi ha liquidata come segue:


COOP - PASSATA COOP

“Gentile signora,
comprendiamo la sua sensibilità e l’attenzione che rivolge all’alimentazione, per questo,  COOP ha realizzato un link nel proprio sito e-coop.it che le segnaliamo:


le segnaliamo,  inoltre, anche un n. verde 800805580

Sempre a disposizione, le porgiamo  cordiali saluti.”

Purtroppo, al sito indicato non  si riescono a reperire i dettagli di provenienza nell'ambito del territorio italiano, ma nemmeno il numero verde, ahimè, ha saputo rispondere! Grazie COOP, mi aspettavo sinceramente qualcosina di più...

STAR, invece, è stata un vera delusione.

Come dice il proverbio: “Domandare è lecito, rispondere è cortesia”. Bene, possiamo dire che alla STAR sono piuttosto scortesi…



mercoledì 27 aprile 2016

I Puntata: Le PASSATE di POMODORO - Parte prima

Come promesso, ecco la prima puntata di questa "indagine privata" sull'alimentazione quotidiana, che ho voluto dedicare a lui: il Sugo di Pomodoro.
Il sugo di Pomodoro, non è certo un segreto, è il masterpiece della cucina italiana: una pasta al sugo non si nega a nessuno!
Anche dal punto di vista della salute, il pomodoro è uno degli alimenti amici del nostro corpo: sul sito della Fondazione Umberto Veronesi leggiamo infatti  che il Pomodoro è particolarmente ricco di licopene,  che ha il merito di essere un antitumorale ed un antiossidante.
Si tratta di una sostanza presente anche nella carota, nella zucca, nell'anguria, nel peperone e nel melone, ma il pomodoro da solo ne ha quantità davvero elevate. 
Vale la pena approfondire questo discorso, perciò ecco il link: 

http://www.fondazioneveronesi.it/tools-della-salute/le-ricette-di-marco-bianchi/rossi-antiossidanti-pomodori-al-pesto 

Come avrete letto, Marco Bianchi specifica che i pregi del licopene si esaltano con la cottura, a differenza di quanto spesso accade con le vitamine o con sali minerali: ciò significa che la salsa di pomodoro risulta addirittura essere una fonte di licopene maggiore rispetto al pomodoro fresco.

A questo punto, certamente ci viene ancora più voglia di consumare pasta al sugo, quindi via, andiamo a comprare cassette di pomodori freschi, prendiamoci ferie e cominciamo a far bollire i pomodori in una pentolona grande come una sedia e disponiamo in fila tutti i barattoli per raccogliere la conserva! Ah, mettiamo anche in conto che quando avremo finito, ci sarà da ripulire tutta la cucina, pavimenti compresi.

Visto che questa non è proprio una strada percorribile in una giornata densa di impegni di lavoro e figli, bisogna ripiegare su un valido piano B. Ecco, quindi, che la passata di pomodoro, che riempie gli scaffali dei nostri supermercati, diventa il punto di partenza!
In questo caso, la fiducia gioca un ruolo importante.
Leggere l'etichetta è certamente il modo migliore per iniziare a conoscere meglio il prodotto che ci accingiamo ad acquistare.
Il guaio è che non sempre l'etichetta è così trasparente, magari dice solo lo stabilimento di produzione, ma non si riesce ad evincere la provenienza della materia prima, ossia dei pomodori, mentre siamo tutti d'accordo sul fatto che anche questa è un'informazione più che utile.
Con questo presupposto, ho fatto un po' di domande in giro, interpellando ditte note e meno note ma ugualmente diffuse.
Vi riporto di seguito le prime due risposte che ho ricevuto, risposte che si rivelano sin da subito molto esaustive. 

Da notare soprattutto la piena disponibilità dimostrata e, vi renderete conto da soli in quale caso, la precisione della risposta, segni di serietà e attenzione: un pregio di cui andar fieri!


MUTTI SpA - SALSA MUTTI

"(...) tutti i ns conferenti e gli appezzamenti di coltivazione sono identificati e selezionati da sempre in base a criteri di qualità del pomodoro.

La zona di approvvigionamento del pomodoro del ns stabilimento di Parma dove produciamo quasi il 90% della nostra produzione e che è destinato alle produzioni di Polpa, Passata e Concentrato si trova nella Pianura Padano-Veneta e si estende da Ferrara fino ad Alessandria.

Nel 2015 il 75% della materia prima lavorata presso lo stabilimento di Parma proveniva dalla Regione Emilia-Romagna, il 13% dalla Regione Lombardia, il 5% dal dalla Regione Veneto, il 4% dalla Regione Piemonte il 2% dalla Regione Lazio e l’1% dalla Regione Toscana."


CONSERVE ITALIA - PASSATA CA DELL'ORTO

"(...) i bacini di raccolta del pomodoro da noi lavorato sono la Puglia, la Toscana e la Pianura Padana.
Per un approfondimento in merito, La invitiamo a consultare il ns. sito internet (www.conserveitalia.it). "






La mia "indagine privata" intanto continua. Se riuscirò ad avere risposte ancora in merito alle salse, non mancherò di aggiornarvi: infatti ne sto aspettando delle altre sempre da produttori conosciuti e diffusi. 
Per il momento, buon Sugo a tutti!





mercoledì 13 aprile 2016

PROSSIMA APERTURA...STIAMO LAVORANDO PER VOI!

Si avvisa la spettabile clientela che...

sto svolgendo un'analisi sulla provenienza dei prodotti che abitualmente approdano sulle nostre tavole. Nelle cene che si compongono un po' all'ultimo al rientro dal lavoro, o per quelle tra amici, fino a quelle formali dove magari ci si gioca la carriera, ci sono quegli alimenti che non mancano mai e che fanno da filo conduttore.
Li conosciamo tutti.
Sua maestà la Pasta, sempre ben vestita, a volte elegante e raffinata, altre un po' più casual, ma sempre regale e trionfale. La regina della tavola italiana non tradisce mai.
Il Pane, fedele scudiero su cui si può contare per accompagnare i commensali nelle loro degustazioni.
Le Carni, virili cavalieri di corte, riempiono i palati e portano sostanza alla tavola.
Il Pesce, raffinato e leggero, non manca di stupire per la sua versatilità.
I Formaggi, pastosi giocolieri delle papille gustative.
Ortaggi e Frutta, allegri e colorati menestrelli, portano in tavola festa e musica con le proprie note di sapore.

Certo, l'elenco potrebbe essere ulteriormente arricchito, e non mancherò di farlo. 
Ma per il momento, poniamo l'attenzione su un particolare non da poco: la tracciabilità! 
Siamo sicuri di sapere tutto ciò che c'è da sapere su quel fusillo che stiamo per mangiare, o su quella fetta di pane che sta accompagnando il nostro formaggio preferito? Ah, e a proposito di formaggio, ma è fatto solo di latte? E da dove arriva questo latte? L'animale che era la milanese che abbiamo nel piatto, che cosa ha mangiato durante l'allevamento? E quella bella trota, che acque ha visto?
Insomma, di domande ne possiamo fare molte, sono le risposte che spesso mancano. 
Ci proviamo a trovarle?